Melanzane ripiene, che passione!

Melanzane ripiene, che passione!

Melanzane che passione! Una ricetta sicuramente sfiziosa? MELANZANE RIPIENE. Scopriamo insieme come in pochi passaggi. INGREDIENTI PER 2 PERSONE 1 melanzana abbastanza grande 3 uova 1 spicchio d’aglio pane grattugiato formaggio grana grattugiato sugo di pomodoro concentrato sale e pepe quanto basta Per preparare le melanzane ripiene dobbiamo prima di tutto tagliare la nostra melanzana orizzontalmente scavando le due metà ottenute fino ad ottenere una barchetta. Mettiamo poi le barchette e la polpa sotto sale per 30 minuti.   Una volta che avranno perso l’acqua procediamo a preparare il ripieno. Strizziamo la polpa, tritiamola insieme all’aglio e in una ciotola le uova iniziando a mischiare. Procediamo aggiungendo con il pane e il formaggio grattugiato fino ad ottenere un composto abbastanza denso (figura2). Mentre facciamo scaldare l’olio in una padella riempiamo con il composto le barchette (figura 3) e facciamo friggere con la parte del ripieno rivoltoverso il basso. Durante la frittura preriscaldate il forno a 180 gradi. Scolate le melzane, ungete una pirofila ed infornate spolverandole con del grana. Adesso dovete solo attendere altri 30 minuti di cottura in forno usando la funzione grill per gli ultimi minuti. Impiattate e…godetevi le vostre melanzane ripiene con un fresco vino bianco come il Falanghina. Facile no? [shareaholic app=”share_buttons”...

Gli gnocchi di patate della mia nonna italiana

Sarà che preparare gli gnocchi di patata la domenica con mia nonna sin da bambino mi rendeva felice, sarà che poi a pranzo tutta la famiglia era riunita a mangiare gli gnocchi di patata della nonna, di sicuro gli gnocchi di patata sono uno dei miei piatti preferiti. Mi sento obbligato quindi a condividere con voi la ricetta per preparare i migliori gnocchi di patata! Ingredienti per 4 persone 1 kg di patate 1 uovo 300g di farina sale quanto basta Come preparare gli gnocchi di patata Prima di tutto è importante sapere scegliere le patate affinchè non assorbano la farina e mantengano la cottura. Le migliori sono quelle a pasta bianca in quanto ricche di amido e quindi farinose. Inoltre devono essere vecchie. Per le porzioni ricordate: 100g di farina ogni 300g di patate! Fate bollire le patate con buccia in una pentola con acqua salata. Quando saranno morbide (la forchetta entra nella patata senza problemi) e ancora calde, sbucciatele e schiacciatele con uno schiacciapatate sulla farina che avrete steso. Iniziate a impastare e, con il composto ancora soffice, aggiungete l’uovo. Continuate ad impastare fino a d ottenere un composto giallo, compatto e senza grumi. Stendete pezzi di impasto a filoni di 2/4 cm di spessore e ricavatene gli gnocchi di patate della grandezza che desiderate. Incidete gli gnocchi di patate con una forchetta e adagiateli su un velo di farina di modo che non si attacchino prima della cottura.     Se non li consumate subito potete congelarli avendo cura a no lasciarli attaccati nel freezer prima che si congelino. La cottura degli gnocchi di patata Salate e...

Prosecco, tutti i suoi segreti!

Il Prosecco rispecchia l’infinita diversità del vino italiano. Vista sulla cartina l’Italia sembra piccola e insignificante. Ma se si suddivide il territorio per regioni di produzione del vino le innumerevoli tipologie che si scoprono, fanno sembrare lo stivale un paese immenso. Il Prosecco è forse il figlio preferito di queste diversità, soprattutto nel panorama dei vini bianchi. Infatti, all’inizio, il Prosecco non seguiva il processo di spumantizzazione e veniva prodotto come vino bianco frizzante. Solo in un secondo momento è stato introdotto nel mercato il Prosecco spumante a metodo Charmat che ha portato a questo vino il successo meritato. A volte si crede che il Prosecco derivi il proprio nome dalle uve con cui è prodotto: nulla di più sbagliato! Il Prosecco, nel 2009, è stata riconosciuta DOC (Denominazione di Origine Controllata): tutti i vini da uve glera, la base del Prosecco, possono prendere questo nome solo se prodotti in una determinata zona d’Italia. Nello specifico la regione che si estende tra il Veneto e il Friuli. Come si può notare dalla mappa qui sopra anche all’interno della stessa zona di produzione esistono delle differenze. La zona verde scuro identifica infatti 20.000 ettari destinati alla produzione di Prosecco Doc. Nella zona rossa (l’area della Valdobbiadene) il Prosecco, distinguendosi per la sua eccellenza qualitativa, diventa DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) prendendo il nome di VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE. Per ultimo, all’interno della Valdobbiadene in una ristretta area di 106 ettari (in rosso nella seconda mappa), si coltiva il Valdobbiadene Superiore di Cartizze (in breve Cartizze) che rappresenta la massima espressione del Prosecco. Qui il particolare processo di coltivazione delle...
Ricetta di pancake e marmellata di vino, deliziosa!

Ricetta di pancake e marmellata di vino, deliziosa!

Stanchi della solita ricetta di pancake? Forse perché non avete mai provato la ricetta di pancake con la marmellata di vino! Se qualcuno già ci segue avrà sicuramente imparato a fare il pancake. Per rapidità a questo link  potete trovare la ricetta del pancake, facile e veloce. Occupiamoci piuttosto della nostra marmellata di vino. La scelta del vino ha poca importanza anche perché lo zucchero e la cottura faranno perdere gran parte delle sue qualità. Vi consigliamo un vino a poco prezzo, giovane e amabile. Direi che un Lambrusco fa proprio al caso nostro! Ingredienti: 500 gr di vino Lambrusco 200 gr di zucchero una stecca di cannella una buccia di limone gelatificante Prepariamo la marmellata… Versate il vino in una pentola antiaderente e riscaldatelo. Aggiungete quindi lo zucchero e il gelatificante e fateli sciogliere; per ultime mettete cannella e limone. Fate cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti, mescolando spesso. Quando il composto inizierà a bollire, togliete cannella e limone e spegnete il fuoco. Versate il composto in vasetti sterilizzati, tappandoli e rigirandoli per creare l’effetto sotto vuoto. Conservateli in un luogo buio, fresco ed asciutto e non consumateli prima di 15 giorni. Potete consumarla per circa 9 mesi. …e gustiamoci la nostra ricetta di pancake con marmellata di vino! La preparazione è semplice: dopo aver seguito i nostri consigli su come preparare i pancake (trovi qui la ricetta di pancake), devi spalmare la marmellata in quantità industriale cercando di fare più strati possibili! Oltre rendere indimenticabile la vostra ricetta di pancake, questa marmellata è un perfetto accompagnamento per i formaggi, sia stagionati che freschi.  ...
Malbec, il successo argentino

Malbec, il successo argentino

Il Malbec è un vitigno originario della regione Francese del Quercy e solo nel XVII secolo si diffonde a Bordeaux. Per anni viene dimenticato e poco coltivato per favorire il più nobile Merlot. La svolta arriva negli anni ’90 quando il produttore argentino Nicolas Catena Zapata pianta il vitigno a 1.500 metri sopra il livello del mare e ne ottiene un vino che viene inserito nelle classifiche di tutto il mondo. Nel 1996 il Malbec trova il riconoscimento che si merito grazie al Bodegas Esmeralda Malbec Mendoza Catena Alta Lunlunta 1996 (oggi il vitigno Lunlunta si trova ad un altitudine che varia dagli 800 ai 950 m.s.l.). Il grande successo fa di questo vino la bandiera dei vicini Argentini. L’altitudine della Ande favorisce e caratterizza la complessità aromatica di questo vino, le piogge garantiscono l’irrigazione. I migliori sono prodotti nella zona di Rio Negro, a sud di Mendoza nei pressi della Cordigliera delle Ande, dove il clima è più fresco che altrove. Il Malbec argentino presenta notevoli differenza da quello francese, prodotto oggi nella zona di Cahors. Il suo sapore tende a essere più dolce e fruttato con una struttura vellutata; per contro il Malbec francese è carico di tannini, denso e strutturato. Anche gli italiani hanno iniziato a produrre Malbec in Argentina. Contiamo più di una azienda italiana a MEndoza. Tra i primi produttori ricordiamo Masi e Speri. Di quest’ultimo segnaliamo il suo Malbec El Hijo Prodigo su cui trovate informazioni a questo link. Sempre nella Valle de Uco, a sud est di Mendoza, tre produttori/impreditori italiani hanno fondato Makia, una cantina che produce Malbec: 100 ettari di vigneto, 3.500...
Le zuppe di pesce tradizionali brasiliane

Le zuppe di pesce tradizionali brasiliane

Premetto che non sono un gran mangiatore di pesce, eppure in Brasile vado ghiotto delle zuppe di pesce tradizionali brasiliane. Sarà perché associo i piatti al barzinho sulla spiaggia, saranno i profumi, sarà la tradizione: posso affermare con certezza che le zuppe di pesce à brasileira sono una vera delizia! Tra le varie zuppe di pesce tradizionali brasiliane il gradino più alto del podio lo assegno senza dubbio al bobo di camarao (zuppa di gamberetti), ma meritano senza dubbio la medaglia anche la moqueca (sia bahiana che caipixaba) e la peixada. Vediamo insieme quali sono le ricette per preparare a casa queste squisitezze: BOBO DE CAMARAO (zuppa di gamberetti) MOQUECA (la più tradizionale del Brasile) PEIXADA (simile alla nostra comune zuppa di...

Maccheroni ai quattro formaggi, un mito italiano

I maccheroni sono uno specifico tipo di pasta corta e cilindrica, leggermente curva adatta a varie preparazioni e semplicemente perfetto per sposare il ragu di carne (puoi trovare la nostra ricetta del ragu all’interno dell’articolo dedicato alle lasagne). La nostra ricetta preferita (e la più sfiziosa) è: MACCHERONI AL FORNO AI 4 FORMAGGI (maccheroni and cheese). Considerato che non tutti i formaggi necessari sono facilmente reperibili per la ricetta tradizionale italiana, abbiamo cercato di adattare questa ricetta agli ingredienti brasiliani. INGREDIENTI PER 6 PERSONE: – 600g di maccheroni – 1 noce di burro – besciamella q.b. – 200g di cheddar – 200g di parmigiano grattugiato – 100g di gorgonzola – 200g di provolone – sale, pepe e noce moscata q.b. PREPARAZIONE Tagliate a cubetti il formaggio. Mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata e scolatela a metà cottura (4/5 minuti sono sufficienti) tenendo da parte 1 bicchiere di acqua di cottura. Mentre la pasta si intiepidisce cospargete una pirofila con burro e besciamella sufficiente a coprire il fondo. Versate nella pirofila la pasta e il bicchiere d’acqua mischiando il tutto. Cospargete ora tutto con i vari formaggi, lasciando per ultimo il parmigiano. Spolverate con noce moscata e pepe. Preriscaldate il forno a 180 gradi e cuocete per mezz’ora a modalità normale e gli ultimi 15 minuti con programma grill in modo da ottenere una leggera crosticina sopra i maccheroni. Servite ben caldi. ABBINAMENTO VINI La dolcezza dei maccheroni si sposa in questo piatto con la cremosità del formaggio che, per la presenza del gorgonzola, offre sapori anche intensi. Si consiglia quindi un vino in grado di pulire...
Torta di pollo: quale vino abbinare?

Torta di pollo: quale vino abbinare?

La torta di pollo è una ricetta di origine anglosassone, ormai molto diffusa sulle tavole brasiliane. Conoscerne gli ingredienti nel dettaglio ci aiuterà nella scelta del miglior vino italiano da abbinare. Per l’impasto (6 persone): 400g di farina 200g di burro 120ml di acqua fredda La preparazione è rapida. Mettete in un frullatore la farina e il burro. Una volta che il burro si sarà amalgamato alla farina mettete il composto su un ripiano freddo e iniziate a impastare aggiungendo poco alla volta l’acqua fino ad ottenere un impasto elastico e compatto. Lasciate riposare l’impasto avvoloto nella pellicola per almeno 40 minuti prima di utilizzarlo. Se non avete né tempo né voglia (come noi) potete sostituire questo passaggio comprando della pasta sfoglia già pronta o della pasta briseè. Per il ripieno: 1 kg di pollo 300g di funghi champignon 2 porri 1 uovo sale e pepe q.b. Dopo aver fatto bollire il pollo sfilacciatelo. Soffriggete porri con olio e un bicchiere di brodo di pollo per circa 10 minuti. Aggiungete quindi il pollo rosolandolo su tutti i lati e, solo alla fine, aggiungete i funghi. Un consiglio: se volete un composto cremoso, in un tegame a parte fate sciogliere 40 grammi di burro con 30 grammi di farina per ottenere una specie di besciamella da aggiungere a fine cottura al nostro ripieno. Ora componiamo la nostra torta di pollo. Stendete l’impasto in 2 fogli da 2mm stendendone uno sul fondo di una tortiera. Riempitelo con il preparato di pollo e stendete sopra il restante foglio. Tagliate i bordi in eccesso, bucherellate la sommità della torta e spennellate il tutto con...

Come leggere l’etichetta del vino

Spesso si acquista una bottiglia di vino perché si è affascinati dall’etichetta. La sua funzione, oltre a quella di valido strumento di marketing, è senza dubbio essere la carta di identità del vino riportando informazioni che è fondamentale saper interpretare. Per etichetta si intende l’insieme delle etichette che possono essere applicate ad una bottiglia: sebbene molte bottiglie presentino un’etichetta sola su molte altre è presente la contro-etichetta situata in posizione opposta a quella principale. Chiamiamo etichetta principale quella che troviamo in fronte alla bottiglia e che racchiude sicuramente il nome del vino seguito dalla denominazione( per approfondire le denominazioni ti rimandiamo al nostro articolo, clicca qui) e la casa produttrice: in questo modo il consumatore può leggere e comprendere la zona d’origine del vino e il suo rispetto della normativa. Vi è poi l’indicazione del titolo volumetrico, ovvero la percentuale di alcol presente nella bottiglia espressa in percentuale di volume in un litro di vino. Se leggete quindi 13% vol, significherà che il 13 per cento in un litro di questo vino è composto di alcol. La prima (per importanza) etichetta serve quindi a riassumere cosa stiamo comprando e le sue principali caratteristiche (alcol e qualità). Ma se non conosciamo con precisione le caratteristiche del vino ci viene in aiuto l’etichetta posteriore che riporta sicuramente maggiori informazioni su uva utilizzata e, meno frequentemente, su caratteristiche e abbinamenti. Infatti spesso il consumatore si rivolge proprio a questa etichetta per comprendere se il vino può essere abbinato al tipo di cena che si sta preparando o se adatto al tipo di servizio che si ha intenzione di fare. Qualora quest’ultime informazioni...
E una salsa di caipirinha per i nostri piatti?

E una salsa di caipirinha per i nostri piatti?

L’idea può sembrare un po’ strana, abituati ad abbinare la caipirinha al bicchiere ghiacciato ad un tavolo del bar. Ma sperimentare a volte può portare a grandi scoperte ed è per questo che vogliamo stravolgere le vostre abitudini proponendovi una squisita salsa di caipirinha. Il procedimento per fare la salsa è simile a quello della mayonese. Avrete infatti bisogno di: • 2 tuorli d’uovo • succo di un lime • 250 ml di olio • 80 ml di cachaça • un pizzico di zucchero • sale e pepe q.b. Prima di tutto ricordiamoci che gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente. Iniziamo quindi a mettere i tuorli in una ciotola dai bordi alti con sale e pepe e iniziate a lavorarli con uno sbattitore elettrico aggiungendo pian piano l’olio, prima a gocce e poi a filo (sottilissimo). Continuando a girare nello stesso senso otterrete una salsa densa. Aggiungete quindi il lime, la cachaça e lo zucchero senza smettere di mischiare. Quando sarà tutto ben amalgamato la salsa è pronta! A noi piace per accompagnare dei deliziosi spiedini di gamberi, pollo ai ferri o per condire l’insalata, magari una Caesar. In abbinamento alle salse a base di uova come quella appena presentata preferiamo vini leggeri e secchi con di buona acidità come un Pinot bianco magari anche nella sua versione frizzante…ma forse in questo caso noi preferiamo una fresca...