Impariamo a conoscere il mondo del Chianti

chiantiIl Chianti è sicuramente uno dei vini italiani più conosciuti e diffusi al mondo. La grande produzione come spesso accade incide anche sulla qualità e non sempre ci ritroviamo a bere un Chianti degno di questo nome. Imparare un po’ di storia sul Chianti e a leggerne l’etichetta ci aiuterà a scegliere il Chianti più adatto alle nostre esigenze.

Sin dal 1100 d.C. il nome Chianti era utilizzato per identificare lazonageografica tra Firenze e Siena e dal 1384, fu impiegato anche per indicare i vini prodotti nella suddetta zona.

La forte diffusione anche commerciale del prodotto ha spinto i produttori del vero Chianti a tutelarsi, fino ad ottenere nel 1984 la suddivisione tra Chianti DOCG e Chianti Classico DOCG. Già questa divisione è molto importante per capire la tipologia di Chianti che stiamo comprando.

Chianti DOCG viene prodotto in diverse zone della Toscana che potrebbero essere indicate in etichetta e sono: Colli Aretini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Colli Fiorentini, Montespertoli e Rùfina.
Possiamo dire indicativamente che nelle prime quattro sottozone si produce un Chianti tendenzialmente più leggero, più fresco, fruttato, non particolarmente adatto all’invecchiamento, da bersi tra i 3 ed i 5 anni.
Nelle altre tre sottozone, il Chianti si presenta più strutturato e più adatto ad affinarsi in cantina. Presenta una gradazione alcolica minima leggermente superiore (12% contro l’11,5%). Tra tutte le sottozone, spicca quella del Chianti Rùfina, il cui Chianti si avvicina più di altri al Chianti prodotto nella zona classica.

Il Chianti Docg deve essere prodotto utilizzando Sangiovese (almeno 75%), Canaiolo (fino 10%), Trebiano Toscano e Malvasia del Chianti (singolarmente o congiuntamente fino al 10%).

Il Chianti Classico DOCG facilemente identificabile dall’inconfondibile Gallo Nero sull’etichetta è il meglio che un appassionato di Chianti possa trovare. La produzione si estende tra Firenze e Siena e si sostanzia in un vino di elevata qualità, massima espressione della sua uva principe: il Sangiovese. Infatti la prima, e più evidente, differenza rispetto al Chianti Docg, è rappresentata dalla percentuale di Sangioveseutilizzata (almeno l’80%, ma sono ormai molte le aziende che utilizzano il Sangiovese quasi al 100%). Presenta una gradazione minima del 12%. Se invecchiato per almeno 24 mesi (dei quali almeno 3 in bottiglia) e con una gradazione alcolica minima del 12,5%, può essere etichettato come Riserva.

Il Chianti Classico è un vino da bersi giovane, facile da abbinare, in particolare con piatti semplici di tutti i giorni. Va consumato ad una temperatura di 18 gradi, all’interno di bicchieri ampi.
Al contrario, il Chianti Classico Riserva è un vino da medio-lungo invecchiamento. È un vino di buon corpo e si sposa bene con i piatti più strutturati, soprattutto con una buona carne rossa al sangue.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *