IGT, DOC (Riserva, Superiore, Classico) e DOCG: COME CAPIRCI QUALCOSA?

IGT, DOC (Riserva, Superiore, Classico) e DOCG: COME CAPIRCI QUALCOSA?

Una piccola guida per imparare a leggere sigle e qualifiche delle etichette

Quando prendiamo in mano una bottiglia di vino ci accorgiamo delle sigle sulle etichette ma non sappiamo attribuirgli l’importanza che meritano. Impariamo a conoscerle per capire meglio cosa stiamo comprando!

I.G.T.
È la denominazione più generica usata per indicare i migliori vini da tavola ottenuti da aree di produzione ampie. È utile soprattutto al consumatore per capire quale sia la provenienza del vino

D.O.C.
Il vino DOC deve essere sempre ricavato, in quantità prestabilite, da vigneti iscritti al relativo albo di una zona geografica ben definita. La sua produzione è limitata da specifici regolamenti, che ne determinano anche il grado alcolico minimo e l’eventuale invecchiamento. Le DOC corrispondono a nomi geografici (Colli Piacentini, Ischia, Bardolino, Orvieto ecc.) o al nome del vitigno che in alcuni casi precede quello geografico (Amarone della Valpolicella, Brunello di Montalcino ecc.)

D.O.C.G.
La denominazione DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) viene attribuita ai vini già riconosciuti DOC da almeno cinque anni, che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche.

I nuovi regolamenti europei hanno modificato queste denominazioni. Infatti a partire dalla campagna vitivinicola 2009/2010, e per le successive campagne, i vini europei (e quindi anche quelli italiani)
vantano uno specifico legame con il territorio geografico, i DOC/DOCG e gli IGT, dovranno essere identificati rispettivamente come DOP e IGP, se non hanno fatto esplicita richiesta a rimanere con le sigle precedenti.

Se all’estero non trovate queste sigle sulle bottiglie di provenienza italiana il vino che state comprando non è del tutto italiano, ma è stato addizionato con altro vino di provenienza locale sconosciuta!

In evidenza sull’etichetta troviamo anche le qualifiche del vino. Per intenderci meglio, prendiamo ad esempio il conosciutissimo Chianti nelle sue qualifiche di Chianti Classico, Chianti Superiore e Chianti Riserva.

  • RISERVA: vini con invecchiamento minimo obbligatorio di almeno due anni, e una gradazione alcolica superiore al vino generico stabilita di volta in volta dai regolamenti
  • SUPERIORE: molto simile alla precedente, in genere si usa per invecchiamenti di almeno un anno con un grado alcolico superiore di 0,5% rispetto al generico giovane.
  • CLASSICO: si riferisce all’area storica di produzione di un determinato vino. Un esempio è la differenza tra il Chianti generico, prodotto in una vasta area, e il Chianti Classico, prodotto invece nella zona ristretta che storicamente ha sempre prodotto questo vino.

Scopri anche le varie qualifiche degli spumanti!

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